15 novembre, 2018

Attenti a non cadere nella rete…

RIFLESSIONI SU INTERNET E CYBERBULLISMO

(fonte prof. Mirko Ventulini) 
Internet ha rivoluzionato la nostra vita. Miliardi di computers collegati tra loro per poter scambiare informazioni, per poter condividere in tempo reale qualunque programma, immagine, testo, ma anche emozioni, stati d’animo, tutto ciò che magari faccia a faccia non avremmo mai avuto il coraggio di mostrare. Internet ci da la possibilità di creare on line un altro me stesso, un me stesso più simpatico o più rivoluzionario o romantico … ci permette di dare sempre la nostra opinione e noi abbiamo tutto il tempo per prepararla come più ci piace. Internet ci fa compagnia, non ci lascia mai soli. Quando ci annoiamo possiamo sempre navigare su qualche sito interessante o vedere cosa ha scritto il nostro amico su facebook o mandare un messaggio su whatsapp aspettando ansiosamente una risposta.
Come molti sanno internet o meglio le prime pagine web sono nate 30 anni fa ma, le vere potenzialità di questa rete di computers e le possibili implicazioni, gli esperti e gli psicologi le hanno iniziate ad analizzare solo 10-15 anni fa, quando internet diventò di uso comune e le prime applicazioni “utili” venivano prodotte.
Dopo tutti questi anni la rete, la tecnologia e le applicazioni create hanno veramente cambiato il modo di vivere di molte persone.
Dal punto di vista lavorativo i vantaggi sono di gran lunga superiori agli svantaggi.
Ma molte discussioni stanno nascendo in questi ultimi anni e riguardano gli impatti psicologici.
Alcuni antropologi ci vedono come cyborgs, le nostre appendici (smartphone, tablet, computer) per molte persone rendono la vita migliore.
Avere tutto a portata di mano, scambiare le informazioni in frazioni di secondo, avere strumenti veloci che con pochi comandi permettono di fare cose incredibili forse ci impediscono di riflettere. Il pericolo maggiore è per i ragazzi nati con queste tecnologie, non hanno mai imparato a riflettere.
La rete e gli amici in rete ci permettono di vivere in una realtà virtuale che non dorme mai, un mondo verso cui corriamo appena ci sentiamo giù oppure un po’ soli. Non siamo più in grado di annoiarci un po’, di stare per conto nostro, di riflettere sulla nostra vita. Sentiamo il bisogno di condividere le nostre emozioni con tutti, come se a tutti in quel mondo virtuale interessasse conoscere il nostro pensiero, la nostra opinione.
Forse dovremmo imparare a stare soli in una stanza, a saper vivere la solitudine, a saper riflettere.
Dopo aver inquinato il mondo vero, forse adesso sentiamo la necessità di inquinare anche il mondo virtuale riempiendolo di Giga bytes di foto, battute, pensieri, riflessioni futili, cattiverie, offese, pettegolezzi.
Forse abbiamo perso, o peggio, non abbiamo mai avuto la capacità di vivere una società reale, cercando di accettare o quanto meno sopportare le persone che troviamo intorno a noi e preferiamo spendere il nostro tempo sulle chat o sui social o chiudendoci in noi stessi attraverso la creazione di qualche blog.
Le aziende spendono milioni di euro per proteggere le proprie informazioni dalla rete e noi siamo così affascinati dalla bella grafica delle applicazioni, dalla loro velocità, da come sia facile comunicare, dare e ricevere che non ci rendiamo conto di quello che stiamo dando e ricevendo, di quanto sono riservati i dati che scambiamo: un numero di telefono, un indirizzo, foto private sono le nostre cose più importanti. Internet non è una galleria segreta che ci collega con il destinatario più sicuro e protetto, come poteva essere il diario di un tempo, ma una piazza aperta a tutti, una piazza che non dimentica nulla, una piazza che spesso mette alla gogna, per sempre.
Per fortuna ci si sta rendendo conto di tutti i pericoli legati alla rete e aumentano i controlli e i servizi che cercano di aiutare chi è travolto dall’imbarazzo e dalla vergogna per propri errori o per colpa di persone che sanno solo sfogare la propria noia, rabbia, invidia, antipatia, superbia o semplice follia caricando su internet pettegolezzi, offese o foto imbarazzanti.
Purtroppo internet è troppo vasto e anche se i controlli e gli interventi della polizia postale o altri enti cercano di bloccare, oscurare o eliminare ciò che è stato ingiustamente condiviso in internet, è sempre troppo tardi perché come ben sapete tutti hanno avuto il tempo di salvare ciò che più interessava sul proprio computer.
Sono Mirko Ventulini, il responsabile del Cyberbullismo nella scuola del Serpieri e ho scritto questa introduzione perchè possa essere usata come punto di partenza per sviluppare una discussione attraverso gli insegnanti di Italiano, Religione, Inglese e Diritto e iniziare insieme agli studenti un percorso per riflettere sulle potenzialità e i pericoli legati ad internet.
Nei prossimi mesi abbiamo intenzione di cooperare con altre scuole come il “Galileo Galilei” di Avezzano per parlare del Cyberbullismo ma anche di coinvolgere esperti come la Polizia Postale e se possibile psicologi e avvocati per avere anche un contributo più tecnico. Stiamo inoltre organizzando un mini corso su internet e sull’etica in internet.
Il primo lavoro però da fare è iniziare a parlarne in classe attraverso discussioni e riflessioni scritte.
Si chiede pertanto il supporto dei docenti per iniziare insieme questo percorso.
Di seguito viene riportato del materiale utile in lingua inglese e dei lavori fatti da studenti da cui poter partire.
Video di antropologi e psicologi in lingua inglese:
https://www.ted.com/talks/amber_case_we_are_all_cyborgs_now/transcript#t-451354


Alcuni dei tanti video di studenti e ragazzi in italiano:



Possibili attività da svolgere
a) Aprire dibattiti e spronare gli studenti a realizzare video simili o semplicemente far esprimere gli studenti sul tema del cyberbullismo attraverso brevissimi video.
b) Chiedere agli studenti di scrivere un tema su esperienze personali o di amici legate al cyberbullismo da trattare in modo anonimo.
c) Introdurre gli aspetti legislativi legati alla privacy e riportare il lavoro fatto attraverso cartelloni preparati dagli studenti.
I migliori lavori (video, temi o anche semplici frasi) saranno presentati durante le giornate dedicate al cyberbullismo.
Studenti e docenti che desiderano navigare in internet per cercare materiale sul cyberbullismo possono cominciare con il sito del telefono azzurro.
http://www.azzurro.it/it/informazioni-e-consigli/consigli/cyberbullismo/
Lo stesso MIUR ha cercato di sensibilizzare sull’argomento attraverso il sito
http://www.miur.gov.it/bullismo-e-cyberbullismo


Altro materiale e riferimenti utili

SCUOLA 4.0: Percorso interattivo di educazione digitale per docenti, studenti e genitori

Linee guida MIUR CYBERBULLISMO

Linee Guida Bullismo – 2017