15 novembre, 2018

Equiseto o coda cavallina

Equiseto o coda cavallina

Equiseto: proprieta’, usi e controindicazioni

L’equiseto (Equisetum arvense) o coda cavallina è una pianta officinale conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà benefiche. È piuttosto diffusa in Itlia e cresce ai bordi dei campi coltivati, lungo i fossi e le scarpate.  All’inizio dell’estate si raccolgono i suoi fusti sterili che vengono impiegati per usi erboristici e in cucina.

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Oggi la famiglia delle Equisetaceae comprende un solo genere (Equisetum) con circa 35 specie di cui 15 diffuse in Europa. Le più note sono l’equiseto arvense, l’equiseto palustre, l’equiseto silvestre, l’equiseto maggiore e l’equiseto pratense. A parte l’equiseto arvense, quasi tutte le altre specie non sono adatte all’uso interno perché tossiche. Contengono alcaloidi in diverse quantità, ad esempio tracce di nicotina e, soprattutto, palustrina, un veleno che agisce sui nervi e la muscolatura e provoca avvelenamenti anche gravi negli animali domestici. Per questo è meglio acquistarlo in erboristeria ed è sconsigliata la raccolta “fai-da-te”.

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                                                                          Piante in pieno vigore nel periodo estivo

Proprieta’ e benefici

L’equiseto è noto soprattutto per le sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antimicrobiche e antiossidanti. Svolge inoltre un’attività diuretica e astringente. Nel corso del tempo è stato utilizzato per il trattamento di numerosi disturbi, comprese gengiviti, infiammazioni delle mucose della bocca, tonsillite, acne, herpes labiale, infiammazione della pelle e problemi reumatici.

È considerato particolarmente utile per la cura dei disturbi che interessano l’apparato urinario, che possono comprendere problemi alla vescica e formazione di calcoli renali. Può essere utile anche in caso di ossa fragili, fratture, sanguinamento dal naso, emorroidi e crampi muscolari. Inoltre, l’equiseto contribuisce a rafforzare il sistema immunitario. Può aiutare a fortificare i capelli e a prevenirne la caduta. È utile anche in caso di unghie fragili per via delle sue proprietà rimineralizzanti.

L’equiseto è ricco di silicio, che aiuta a prevenire la demineralizzazione delle ossa. In particolar modo, secondo le più recenti ricerche, l’equiseto contribuisce a mantenere le ossa robuste. Gli esperti sottolineano in proposito soprattutto che l’aumento di acidità a livello dell’organismo provocato dalla digestione di proteine di origine animale può causare la perdita di calcio da parte delle ossa. L’equiseto potrebbe rappresentare un rimedio naturale utile per la prevenzione dell’osteoporosi.

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                                                                        piantine all’inizio della primavera

Usi dell’equiseto

L’equiseto è il protagonista della preparazione di infusi e di decotti da assumere per via orale o da applicare sulla pelle o sui capelli, a seconda del tipo di problema di cui prendersi cura. Questa pianta costituisce un rimedio naturale di cui non sottovalutare l’efficacia. Per questo motivo è importante rivolgersi ad un erborista di fiducia per ulteriori informazioni e consigli d’impiego specifici, anche perché per usi interni se ne sconsiglia la raccolta essendo difficile distinguere le diverse specie, molto simili tra loro e alcune tossiche sia per l’uomo sia per gli animali.

In cucina l’equiseto, data la sua ricchezza di sali minerali, viene utilizzato per aromatizzare soprattutto zuppe e minestre. In agricoltura, invece lo si impiega per preparati naturali utili a nutrire a difendere le piante dalle malattie fungine e dai parassiti.

Effetti benefici e curativi sono stati riscontrati anche nelle problematiche di seguito indicate:

1) Caduta dei capelli

L’equiseto è considerato utile per rafforzare i capelli, prevenirne la caduta e supportarne la crescita.

2) Mal di gola

L’infuso di equiseto è considerato utile anche in caso di mal di gola e di gola arrossata.

3) Problemi alla vescica

L’equiseto in erboristeria viene considerato utile per effettuare dei bagni curativi, utili soprattutto a chi soffre di problemi alla vescica, ad esempio in caso di infiammazione.

4) Calcoli ai reni

Per la cura dei calcoli ai reni e dei calcoli alla vescica può essere utile preparare un decotto di equiseto. La guida “Erbe buone per la salute” (Giunti Demetra) suggerisce di utilizzare 30 grammi di equiseto (fusti sterili) per 2,5 litri d’acqua. Si versano i fusti sterili in una pentola insieme all’acqua, si porta a bollore e si prolunga l’ebollizione per una decina di minuti. La dose è di 2 tazze al giorno (una la mattina e una la sera) lontano dai pasti principali.

5) Sudorazione dei piedi

Per la sudorazione eccessiva dei piedi, la nota erborista tedesca Maria Treben suggeriva di ricorrere a pediluvi a base di equiseto (potrete aggiungere il decotto di equiseto all’acqua del vostro catino per il pediluvio) oppure di frizionare i piedi con una tintura, che preparava lasciando macerare per 15 giorni al sole 10 grammi di equiseto in 50 grammi di pura acquavite di grano. Potete richiedere la tintura di equiseto al vostro erborista.

Controindicazioni

Se non si è certi delle modalità di raccolta e di utilizzo dell’equiseto, è opportuno recarsi in erboristeria, dove è possibile  trovarlo in forma essiccata, pronto per la preparazione di infusi e decotti, ma anche come tintura madre o in opercoli. Bisogna fare attenzione soprattutto alle modalità d’impiego e alle dosi da assumere ed è importante avvalersi della consulenza  di un medico  o di un farmacista per valutare le eventuali interazioni dell’equiseto con i farmaci. L’equiseto può essere controindicata in gravidanza e durante l’assunzione di medicinali per l’ipertensione. Può interagire con i diuretici e non va somministrato in caso di insufficienza renale.

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