16 novembre, 2018

Chi siamo

L’ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE  “ARRIGO SERPIERI”  istituito con delibera della Giunta Regionale del 29/12/2011 n° 954 è costituito da:

  • Istituto Tecnico – settore tecnologico degli Istituti tecnici – indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria (dall’anno scolastico 2012 – 2013 per la sede di Avezzano)
  • Istituto Professionale – settore Servizi – Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (già esistente).

l’Istituto e’ articolato in quattro sedi di cui una centrale, ad Avezzano, e tre coordinate, a Castel di Sangro, Pratola Peligna e Sulmona, presso la casa di reclusione.

L’IMPIANTO FORMATIVO-CULTURALE DELL’ISTITUTO

L’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente “Arrigo Serpieri” di Avezzano è stato istituito con Decreto del Presidente della Repubblica -DPR  n. 1697 del 22.5.1956 e gode di personalità giuridica ed autonomia amministrativa.

Originariamente era strutturato in maniera tale da rilasciare un diploma di Qualifica biennale, riconosciuto come titolo di studio di 2° grado dalla L. 21.4.1965 n° 449 e con la denominazione “Istituto professionale di Stato per l’Agricoltura – I.P.S.A.”.

Negli anni ’70 al Diploma di Qualifica biennale si aggiunse con un successivo triennio sperimentale, il Diploma di Maturità quinquennale per Agrotecnico, con l’istituzione del relativo “Albo professionale” in base alla L. 6.6.1986, riconosciuto a livello europeo con il recepimento della Direttiva 92/51 attraverso il Decreto legislativo n° 319 del 2 maggio 1994.

Tale titolo ha permesso l’accesso a tutte le Facoltà universitarie, fino all’avvento della “sperimentazione assistita” del M.P.I. – Direzione generale dell’istruzione professionale per l’indirizzo agrario, denominata Progetto “92”, che fu istituzionalizzata con il D.M. del 24/24/92 per i 3 Corsi di qualifica e con D.M. del 15/4/94 per i Corsi post-qualifica.

Contestualmente fu cambiato il nome degli Istituti con l’aggiunta  “Istituto professionale di Stato per l’Agricoltura e delll’Ambiente – I.P.S.A.A.”

Negli anni ‘90 l’Istruzione professionale fece da apripista e fu deputata ad applicare per prima i dettami scaturiti dai lavori della Commissione Brocca, relativi alla revisione degli antiquati programmi, rivisitati nei contenuti, nelle metodologie e nella articolazione oraria degli insegnamenti.

Il legislatore aveva operato in sintonia con quelle che erano le esigenze del mondo del lavoro, incentrate nel contesto produttivo del settore, senza estenuanti anticamere e tirocini.

Una particolare attenzione fu posta per raccordare il mondo della scuola con il sistema di formazione professionale regionale, così come espressamente previste dall’art. 3 del D.M. 24/4/92, inserendo nel curricolo il Biennio “integrato” post qualifica o “Terza area”, in cogestione con la Regione.

Contestualmente si siglò l’intesa Stato-Regioni (16/2/1994) per permettere l’auspicata integrazione dei sistemi formativi, con particolare riguardo anche al riconoscimento della valenza professionale dei curricoli integrati.

Qui l’innovazione fu ancor più marcata che nei trienni di qualifica, in quanto la III Area si venne caratterizzando come momento di raccordo e contatto operativo con il mondo produttivo e la formazione professionale regionale attraverso una struttura flessibile e modulare; inoltre, la III area concorre a formare il giudizio di ammissione agli esami di maturità, con il rilascio di un Attestato professionalizzante regionale.

Fino allo scorso anno, al termine del corso quinquennale gli allievi conseguivano:

  • Il diploma di maturità agrotecnica;
  • l’attestato regionale di professionalità.

Con il varo della Riforma “Moratti” si è sancito il passaggio dell’Istruzione professionale al sistema formativo regionale e, di conseguenza i nostri Istituti sono stati rinominati con la perdita dell’appellativo statali ed è stato ridisegnato l’intero curricolo ed il monte ore complessivo.

In buona sostanza, oggi si chiamano Istituti Professionali per l’Agricoltura e l’Ambiente – I.P.A.A., con l’eliminazione definitiva delle 4 h dell’Area di approfondimento, l’attivazione dell’Alternanza Scuola-Lavoro in sostituzione della III Area nel Biennio post-qualifica e l’introduzione di una quota di flessibilità curricolare e di autonomia organizzativa nel monte ore curricolare; l’Istituto viene indirizzato nell’Area dei Servizi per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, svincolandolo dal settore produttivo vero e proprio.

Con l’andata a regime del nuovo curricolo, si avranno “2 bienni”, uno di qualifica e l’altro di maturità con un anno integrativo per l’accesso alle facoltà universitarie; la qualifica continuerà ad essere rilasciata dal nostro Istituto in surroga, non avendo la Regione previsto di assumere direttamente questa incombenza, limitandosi ad emettere un bando specifico.

Contestualmente il nostro Istituto ha richiesto ed ottenuto l’attivazione del corso di Tecnico agrario per poter divenire Istituto d’Istruzione Superiore – I.I.S. e mantenere così la struttura e la logistica attuale.

Con la Riforma Moratti prima e Gelmini poi, il legislatore ha rivisitato l’intera struttura dell’Istruzione Tecnica e Professionale, introducendo il segmento “Alternanza Scuola-Lavoro” in sostituzione della precedente III Area, eliminando le ore di Approfondimento e riducendo le ore a 132 nel biennio post-Qualifica per Agrotecnico; è stata, inoltre, reintrodotta la Geografia al 1° anno.

Viene ribadito il concetto di potenziamento dell’attività “laboratoriale”, senza specificare con quali strutture e risorse far fronte a questo nuovo indirizzo della didattica.

Pertanto, nell’anno scolastico 2012-2013, giuridicamente ha assunto la nuova veste di Istituto di Istruzione Superiore.

Il nuovo profilo professionale così ridisegnato mira, pertanto, alla formazione di operatori tecnici specializzati in grado di inserirsi a pieno titolo nel contesto dei quadri intermedi del comparto agricolo-ambientale o proseguire gli studi.

Infatti il sistema agroalimentare viene inquadrato in un’ottica nuova e proiettato in un futuro fatto di produzioni agricole di alta qualità e di basso consumo energetico, in un contesto produttivo sempre più attento alla salvaguardia dell’ambiente e alla salute degli operatori e dei cittadini.

Lo studio dell’ecosistema semiartificiale “Agricoltura”, integrato in un contesto ambientale e di trasformazione agro-industriale, è certamente garanzia di buone prospettive professionali per il futuro tecnico, ormai proiettato in una visione europea e internazionale dello sviluppo agricolo sostenibile.

Si offre, inoltre, a questi diplomati una interessante opportunità alternativa all’università:

  • un VI anno di specializzazione in Viticoltura ed Enologia
  • i corsi biennali post-diploma di perfezionamento – IFTS.

Questi corsi, tendono alla specializzazione in una determinata branca del settore primario, formando tecnici di ottimo livello in grado di inserirsi nei quadri dirigenziali; si configura come una super­maturità, in analogia con dottorati di ricerca post-universitari.

Si inseriscono tra la maturità e le lauree brevi, senza vincolare i diplomati ad una carriera universitaria troppo impegnativa ed onerosa.

L’Istituto potrà così fornire quei tecnici di buon livello, che oggi mancano nel quadro complessivo del settore agrario e che, ben si configurano nel contesto occupazionale in continua evoluzione, essendo le specializzazioni flessibili ed adeguabili in tempi brevi.

Infatti ogni qualvolta si aprono prospettive di lavoro in nuovi segmenti del comparto agro-alimentare, il corso IFTS post-diploma può essere strutturato conseguentemente, con indubbio vantaggio per i fruitori ed i datori di lavoro.

Proprio al termine dl 2010 è stato completato un innovativo IFTS/CIPE-RICERCA nel settore della commercializzazione dei prodotti agricoli ed agroindustriali, di cui l’Istituto era capofila ed attuatore nell’ambito della rete regionale di settore.

In uno scenario così configurato, la nostra Regione continua a mantenere un atteggiamento pilatesco ed attendista, limitandosi ad avallare le scelte degli Istituti attraverso gli strumenti della “surroga” e della “delega” alla gestione dell’alternanza Scuola-Lavoro.

Manca però una adeguata “rete” di aziende coinvolte nello sviluppo di tale monte ore professionalizzante, che si traduce nell’inefficacia degli interventi integrati con il mondo dell’impresa e del lavoro.

Il nostro Istituto, alla luce del radicale riassetto del percorso formativo articolato in 2 Bienni e un V anno propedeutico per l’accesso all’Università, ha ritenuto opportuno allargare l’offerta formativa con l’attivazione di un Corso quinquennale per “Tecnico Agrario” nella sola sede centrale di Avezzano.

L’ISTITUTO E LE SUE ATTIVITÀ FORMATIVO-DIDATTICHE

In linea con la ristrutturazione dei corsi, dei contenuti e delle metodologie, si è messo in essere un piano di adeguamento e funzionalizzazione delle strutture di supporto alla didattica classica.

Infatti oggi l’Istituto, dispone di spazi e attrezzature tecnologicamente rispondenti alle nuove istanze culturali e scientifiche, dove, anche la copresenza dei Docenti di discipline professionali, trova adeguata collocazione operativa.

Sono attivi i seguenti spazi didattici attrezzati:

Aule polivalenti

  • Biblioteca-emeroteca d’Istituto e di sede;
  • Videoteca – sala proiezioni;
  • Aula CIC –  Progetto giovani;
  •  Aula gruppo H;
  • Aula Magna – Sala conferenze;

Laboratori tecnico-scientifici

  • Agrotecnica: Agronomia – Coltivazioni – Zootecnia – Forestale;
  • Genio rurale – Disegno tecnico – Agrimensura – Cartografia;
  • Agrometeorologia con capannina meteo computerizzata;
  • Agrochimica – Industrie agrarie;
  • Meccanica agraria – Fisica applicata – Officina;
  • Scienze – Microbiologia – Patologia – Entomologia;
  • Micropropagazione – Microscopia audiovisiva;
  • Informatica – Fisica – Economia e Gestione aziendale informatizzata;
  • Aula 2.0
  • Ecologico con sportello ambientale;
  • Enotecnico-enologico con cantina;
  • Serra riscaldata con parcelle sperimentali;
  • Oasi naturalistiche con Giardini fenologici.

L’azienda agraria

E’ considerata come vero e proprio laboratorio all’aperto dove verificare e sperimentare le tecniche operative, gli ecosistemi e le fasi fenologiche delle piante e degli animali.

E’ articolata in 6 poderi didattico-dimostrativi localizzati sul territorio della provincia in zone amene anche dal punto di vista paesaggistico ed ambientale.

Tre sono attigui alle sedi scolastiche di Avezzano, Castel di Sangro, Pratola Peligna, gli altri  3 sono localizzati a Capestrano, San Benedetto dei Marsi e Balsorano.

Nell’insieme costituiscono un “Circuito Agrituristico e archeo naturalistico”, denominato GAIA, incastonato nel “sistema regionale di aree protette” di indubbio interesse, in via di valorizzazione e potenziamento.

E’ stata stipulata, a tale scopo, una convenzione con l’E.R.S.A. oggi ARSSA per attività congiunte di sperimentazione e, un protocollo d’intesa con la soprintendenza archeologica di Chieti e gli Enti locali interessati alle notevoli emergenze archeologiche e territoriali (necropoli, cinte megalitiche, bracci tratturali, edifici rustici e aree umide di elevato valore naturalistico).

Con opportuni interventi mirati, sono in avanzato stato di realizzazione, Riserve naturali scolastiche e Cittadelle rurali con annessi Musei etnografici del territorio e della civiltà contadina, con il recupero dei vecchi mezzi e attrezzi agricoli e con il restauro degli edifici storici e dismessi dall’attività scolastica.

I poderi sono dotati di strutture produttive quali serre, case coloniche, stalle razionali, edifici rurali, impianti irrigui che, insieme al parco macchine e attrezzi, costituiscono un notevole patrimonio, meritevole di adeguata valorizzazione, innovazione e potenziamento.

Sono stati impiantati, a più riprese, frutteti (pomacee-drupacee), vigneti, oliveti, arboreti forestali, impianti sperimentali di kiwi e piante tartufigene micorizzate; sono allo studio ulteriori miglioramenti fondiari e agrari con l’ammodernamento del settore vitivinicolo.

Negli anni scorsi si è attuato un programma di espianto-reimpianto dei vecchi vigneti a tendone con adozione del sistema a “cordone speronato” con vitigni autoctoni.

Si sta portando avanti una sperimentazione di Short Rotation Forestry per la produzione di fitomasse vergini con ciclo biennale-triennale a fini energetici, in convenzione con un consorzio locale E.T., di recente costituzione.

Vi si svolgono attività pratiche e sopralluoghi durante le operazioni colturali più rappresentative; i poderi sono in via di conversione verso l’agricoltura biologica con l’applicazione di tecniche colturali ecocompatibili e sostenibili.

Attualmente ci si sta avvalendo dell’operato di alcuni contoterzisti per facilitare le operazioni colturali più specifiche e, per il podere “Aringo” di Balsorano è in avanzata fase di perfezionamento un Protocollo d’intesa per la gestione congiunta della futura Cittadella rurale dell’Olivo rovetano.